Un tetto… Per la vita

Si tratta di un progetto per il sostegno alla costruzione e arredamento di alloggi in muratura per i profughi del campo di Tasovčići-Čapljina (con materiali edili e mobili e, nel caso di disabilità gravi anche lavori edili) che da soli non avrebbero la forza economica e psicologica per ricominciare “a vivere”.

Il campo è dotato di circa 115 baracche in metallo (container), 109 sono destinate ad abitazioni,di cui 2 adibite a ufficio e 4 a servizi comuni composti mediamente da 4 turche, 4 docce e 2 lavelli di acciaio grandi. Le baracche non sono dotate di servizi igienici, alcune hanno un tubo per l’acqua utilizzabile soltanto per la lavatrice (chi la possiede). Ogni baracca è dotata di energia elettrica. Ad agosto 2008 nel campo di Tasovčići risiedevano 121 famiglie per un totale di circa 420 persone di cui 104 bambini. Ogni baracca che viene liberata per l’uscita di una famiglia dal campo consente a una famiglia del limitrofo campo di Domanovići di “traslocare” nel campo di Tasovčići nella baracca resa disponibile. Il campo di Domanovići (dove risiedono 22 famiglie – per la maggior parte nuclei da 1 o 2 persone, con moltissimi anziani e circa una decina di bambini) non è dotato di acqua diretta, ma viene approvvigionato con un servizio di autobotti che spesso non garantisce continuità portando a situazioni igienico-sanitarie veramente pesanti da sopportare.

Per assicurare l’efficacia e la massima trasparenza dell’intervento, il sostegno economico viene erogato sotto forma di materiali al cui acquisto provvede personalmente e direttamente l’associazione (evitando quindi qualunque forma di donazione in denaro) e sotto forma di mobilia necessaria per poter vivere nella nuova casa. Per agevolare l’autonomia economica della famiglia al di fuori del campo profughi ossia dargli un aiuto a “camminare con le proprie gambe”, a ogni famiglia, a seconda della composizione, dell’età dei componenti e del contesto in cui è collocata la casa, verrà fornito sostegno (sempre tramite acquisto diretto di materiali o animali) per la costruzione di un’aia o per la formazione di un piccolo gregge o per l’acquisto di tre maialini o di una mucca gravida o per la costruzione di un orto o di una piccola serra.

Le famiglie possibili beneficiarie del progetto si dividono in tre gruppi:

a) Primo gruppo: sostegno alle famiglie per il completamento delle case già iniziate e in stato avanzato e per le quali le famiglie non hanno le risorse economiche per una veloce ultimazione oppure per il pagamento degli oneri per l’ottenimento della licenza di abitabilità e dunque la possibilità di ottenere l’allacciamento con l’energia elettrica.

b) Secondo gruppo: sostegno alle famiglie che pur possedendo il “terreno” su cui edificare la casa, non hanno, al momento sufficienti risorse economiche per l’avvio dei lavori.

c) Terzo gruppo: sostegno a famiglie per l’acquisto del terreno e la costruzione della casa.

I CRITERI DI PRIORITA’ per la scelta delle famiglie beneficiarie:
a) avere un piccolo reddito che consenta di sopravvivere anche al di fuori del campo o avere figli o fratelli abili al lavoro che possano un giorno sostenere la famiglia
b) lavorare direttamente alla costruzione dell’alloggio con il sostegno di amici e parenti.

Il progetto viene portato avanti con la collaborazione della direttrice del campo Zorica che ci ha fornito le liste di famiglie secondo la condizione.

L’associazione per ogni nominativo verifica :
1) composizione famiglia
2) situazione economica
3) stato di fatto dell’immobile
4) volontà, capacità o aiuto in termini di manodopera
5) da quanti anni risiedono nel campo profughi
6) lista materiali occorrenti
7) stato avanzamento lavori e utilizzo dei materiali acquistati
8) trasferimento dal campo profughi alla casa
9) costruzione di un’aia o fornitura di un piccolo gregge o di animali da cortile o di tre maialini o di una mucca a seconda delle diverse realtà in cui si collocano le case

Marko Andelić e la sua famiglia sono stati i primi a ricevere il nostro aiuto e vivono ormai da anni nella loro nuova casa.
condividi l'articolo su: