I campi estivi in Italia

Progetto dignità: colazione con gli amici

Il progetto dignità, rivolto al fratello la cui casa è la strada,
è andare incontro al fratello,
è abbracciare il fratello,
è rispettare il fratello,
è far sentire importante il fratello, far sentire il calore di una mano e soprattutto di un cuore protesi verso di lui,
è comunicare con il fratello,
è ascoltare le storie del fratello,
è non giudicare il fratello, non giudicare i suoi vizi e le sue debolezze,
è preoccuparsi del fratello con la tenerezza e con l’attenzione che si danno al proprio figlio,
è pregare per il fratello,
è pregare con il fratello,
è “fare l’alba” con il fratello che alla luce del sole diventa ancora più invisibile,
è essere operatori di Maria.

Partecipare al progetto dignità
è presentarsi con umiltà e rispetto al fratello,
è chiedere e ricordare il nome di chi è diventato invisibile tra i visibili,
è parlare con gli invisibili,
è comprendere i bisogni, materiali e spirituali, di chi vive per strada,
è dare un volto ai bisogni cioè personalizzare i bisogni (ogni essere umano ha bisogno di cose diverse secondo priorità diverse),
è pensare al fratello per strada nei nostri giorni di gioia e nei nostri giorni di difficoltà o di dolore,
è dare la possibilità ai nostri fratelli di scegliere tra più alternative come piace a tutti noi,
è dare al fratello che vive per strada una dimora nel nostro cuore.

Il progetto dignità è offrire con l’umiltà e a chi lo desidera:
la nostra amicizia,
la nostra stretta di mano con il calore e l’energia che si riserva agli amici,
la colazione con la cura e l’amore riservata alla propria famiglia,
i vestiti con la cura che si riserva a se stessi (la biancheria intima, le calze, le giacche, cappello e sciarpa, i pantaloni, la cintura…),
un libro, ma anche gli occhiali per chi ne ha bisogno,
una radiolina per collegarsi con il mondo,
una torcia a pile per le notti infinite (e ricordarsi ogni tanto le pile),
un sacco a pelo o una coperta per scaldare il corpo,
il farmaco da banco (sciroppo, antidolorifico, creme varie, antiinfiammatorio…) che il fratello non è in grado di comprarsi,
di lavare e stirare i vestiti del fratello che non ha casa né lavatrice né ferro da stiro,
prodotti per l’igiene personale,
un pacchetto di fazzoletti di carta,
una penna e un quadernetto,
una mantella per la pioggia,
uno zainetto,
un set per la manicure (anche ai fratelli la cui casa è la strada crescono le unghie, e se quelle delle mani ci si può arrangiare con i denti – per chi ce li ha! – per quelle dei piedi è più problematico!),
un set per la barba
pregare insieme.

Il progetto dignità richiede a ciascuno di mettere a servizio i propri carismi-doni di Dio (per la preparazione, la raccolta, la “chiaccherata” la distribuzione) e soprattutto di scoprirne di nuovi e inaspettati che nasceranno dal nostro SI!

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