Bosnia: un conflitto dimenticato?

Della Bosnia-Erzegovina nessun media parla più, non si parla dei problemi di ogni natura che la popolazione bosniaca si trova a dover affrontare, dopo la guerra civile che ha insanguinato questo bellissimo paese. Le ferite della guerra sono ancora aperte tutte le persone, nessuno escluso, devono inevitabilmente fare ancora i conti con ciò che i massacri hanno lasciato loro interiormente e nel tessuto sociale.

In Bosnia i profughi sono ancora migliaia, i quali vivono spesso senza sussidio, in campi profughi isolati dai villaggi e dalle città, fatti di strade di fango e spesso senza acqua corrente nelle case o peggio ancora in fatiscenti container. I traumi della guerra, successivi ad un lungo periodo di dittatura comunista, hanno generano negli adulti stress post traumatici duraturi che si manifestano con alcolismo, violenza domestica, incapacità di farsi carico della responsabilità di sé e dei familiari. In questo contesto è evidente che le fasce più a ischio risultano essere i bambini e gli anziani.

Essere orfani o profughi o anziani in un paese con scarse prospettive in un futuro migliore significa non avere alcuna speranza nel futuro e soprattutto un’apatia generalizzata. L’associazione si propone con piccoli progetti di offrire a coloro che incontriamo, la speranza nel futuro.

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