I pellegrinaggi

I pellegrinaggi di carità non sono semplici convogli umanitari con i quali si trasportano e consegnano derrate alimentari, bensì sono viaggi in cui la parte logistica (trasporto e consegna) si associa alla spiritualità mariana di Meðugorje. Ogni viaggio è una riscoperta del proprio cammino di fede, è l’incontro con gli amici che vivono nei campi profughi, negli orfanotrofi, negli ospedali psichiatrici e nelle famiglie è il donargli il poco caricato sui furgoni insieme ad un sorriso ad un abbraccio ad un bacio che più di ogni altra cosa fa sentire amati, importanti.

Questi viaggi sono compiuti grazie all’Associzaione Arpa – Regina della Pace ed in partiolare grazie ad Alberto Bonifacio e Giovanna Brini che organizzano e preparano in tutti i dettagli ogni convoglio, sia dal punto di vista amministrativo e logistico sia dal punto di vista spirituale. Per comprendere cosa è un pellegrinaggio di carità riporto le parole di Alberto:

“Ci è sempre stato chiaro che la spiritualità che sottende a questo nostro impegno è quella di Cana (Giov. 2,1-12). Abbiamo come sentito Maria santissima, Madre di Gesù e nostra, rivolgerci una supplica ed un invito: “Non hanno più pane, non hanno più medicine, non hanno più casa… non hanno più amore”. E’ l’appello che Ella ci ripete ancor oggi. Infatti in questi anni ci ha dato ancora tanti messaggi per incoraggiarci a continuare su questo cammino di carità. Come ai servi di Cana, la Regina della Pace ripete anche a noi: “Fate tutto ciò che Lui (Gesù) vi dirà” (Giov. 2,5). E Gesù ha continuato a dirci: “Date loro voi stessi da mangiare” (Mc 6,37). Per la verità a questi poveri non abbiamo dato tutto di noi stessi, ma una parte sì: un po’ del nostro tempo, delle nostre forze, dei nostri stipendi, del nostro amore. Quel giorno a Gesù è bastata la generosità di un ragazzo per moltiplicare cinque pani e due pesci e sfamare tante migliaia di persone.

Dal 1991, anche se diminuita, non si è spenta la generosità di molti amici, famiglie, gruppi di preghiera, parrocchie, enti, commercianti… e così possiamo raggiungere tanti fratelli e sorelle che vivono in Bosnia ancora in condizioni assai precarie, vittime della guerra 1991-1995, soprattutto tra i profughi che, come ci ha detto recentemente il Ministero competente di Sarajevo, sono ancora ben 800.000 nella sola Bosnia. Abbiamo visto con piacere che da quelle prime esperienze sono sorti altri gruppi ed associazioni che si sono impegnati come noi sulle frontiere della carità. Abbiamo però visto anche molti gruppi fermarsi e sparire. Abbiamo già detto che la perseveranza è un dono di Dio. A noi forse lo dà perché cerchiamo di impostare i nostri viaggi come veri pellegrinaggi di fede e di carità, dando ampio spazio alla preghiera, facendo il possibile per avere ogni giorno la S. Messa e sostando quasi sempre una giornata a Medjugorje per una ricarica spirituale. Ciò proponiamo a quanti partecipano, nel pieno rispetto per quanti non sono animati da questi principi religiosi o si dichiarano non credenti.”

Insieme agli aiuti materiali cerchiamo di portare a questi nostri fratelli poveri un po’ di speranza, perché non si sentano del tutto dimenticati e abbandonati. Tentiamo di raggiungere i più poveri senza fare distinzioni etniche o religiose: musulmani, serbi-ortodossi (tra loro cerchiamo di avvicinare e coinvolgere la Chiesa ortodossa locale), croati-cattolici, ebrei, atei, ecc. perché siamo cattolici e quindi il nostro amore non può essere settoriale, ma appunto “cattolico”, cioè universale.

I molti volontari che partecipano con i furgoni a questi pellegrinaggi di carità fanno una forte esperienza di vita e di fede. Non pochi sono stati toccati nel profondo del cuore fino a portare alcuni a scelte vocazionali speciali. Il toccare con mano quelle povertà, dà ai partecipanti la forza di coinvolgere altri, di sensibilizzare, raccogliere, caricare e ripartire.

Quanti poi hanno il dono della fede, sono spinti anche dalla convinzione che, soccorrendo i poveri, servono Gesù, il quale, nella mirabile pagina del capitolo 25 di Matteo, si è identificato nei più piccoli, nei più dimenticati, negli ultimi: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare… Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me.” (Mt 25,31-40).

Dogana di Kamensko
Scarico all'orfanotrofio comunale di Sarajevo
Medjugorje
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